venerdì 7 febbraio 2014

Il M5S chiede il politometro, il redditometro per politici e dirigenti. Ma tutti i partiti lo bocciano

     Ricordate il redditometro? Quell’invenzione tanto osannata a partire dal governo Monti che avrebbe dovuto servire, secondo le “nobilissime” intenzioni dei politici italiani, a combattere l’evasione fiscale. Certo, certo, per “evasione” si intendeva (ma non ce lo dissero) quella delle persone come i piccoli commercianti o i piccoli imprenditori: infatti le maxi-evasioni miliardarie dei potenti, dei politici e dei grandi gruppi delle lobby sono continuate e non esiste memoria che siano stati presi provvedimenti per quelli.

     Ad ogni modo, il MoVimento5Stelle, attualmente sotto attacco della macchina del fango da parte dei media italiani, ha proposto di istituire uno strumento molto simile, riservato però proprio ai politici e ai grandi dirigenti, proposto già in passato in forma simile da Antonio Di Pietro nel 1996 e dai radicali nel 2007. L’hanno chiamato politometro e avrebbe dovuto servire a controllare, rendere pubblici e a punire tutti i tipi di arricchimenti illeciti che i “pezzi grossi” hanno realizzato per sé stessi negli ultimi vent’anni, confrontando il patrimonio della persona con i suoi redditi percepiti e quelli dichiarati. Con il politometro sarebbe stato possibile individuare tutte le entrate illegali di queste persone e si sarebbe potuto chiederne la restituzione con il 60% degli interessi. Tutti soldi rubati ai cittadini, sottratti ai fondi destinati ai servizi per la comunità. Tutti soldi che ora, assieme ad altri, mancano.


Laura Bocciti (M5S)
     Poche ore fa il Senato della Repubblica ha respinto questa proposta del MoVimento5Stelle. L’emendamento ha come prima firmataria Laura Bottici (M5S) e faceva parte di un decreto sulla delega fiscale. Al Senato solo i “grillini” hanno votato a favore (44 voti). Le seguenti forze politiche, invece, hanno bocciato l’emendamento, ammettendo così di non voler essere controllati e di negare la trasparenza fiscale nei confronti dei cittadini: Forza Italia, Partito Democratico, Nuovo Centro-Destra, Scelta Civica, Gal (157 voti contro). Astenuti Lega Nord e Sel (gli astenuti contano come voto contrario).
     La Bottici parla di una bocciatura vergognosa e commenta: «La casta si arrocca su se stessa e dice no al Politometro che avrebbe permesso di controllare gli arricchimenti illeciti ai danni dell’Erari di politici e dirigenti pubblici».



 

     Se mai qualcuno avesse ancora dubbi, ecco cosa siamo tutti autorizzati a pensare ora: che i partiti storici, nelle loro attuali gestioni, sono guidati da criminali che impongono ai cittadini i controlli a cui essi stessi si sottraggono, che rubano ed evadono e con un’insopportabile prepotenza non vogliono nemmeno essere controllati, prima ancora che puniti.
     Ci sarebbe inoltre anche il fatto che questa è una delle tante notizie taciute da quei media che attualmente stanno lavorando con precisione chirurgica per sporcare l’immagine della sola forza politica che si comporta in modo ragionevole, con tutti i limiti che le si vuol riconoscere a seconda dei gusti personali. Telegiornali e cosiddetti “talk show” che suggeriscono alla gente l’idea di parlamentari-bestie, violenti come ultras sugli spalti degli stadi e che vogliono sovvertire le istituzioni. Mentre invece sono la sola forza a combattere per il rispetto dei principi democratici.




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