domenica 12 gennaio 2014

Saluto ad Arnoldo Foà

Quando muore un grande, oltre il lutto, scende su tutti una strana pioggia catartica. La sua morte ha un valore celebrativo per chi grande non è. Strano a dirsi: ci sentiamo più alti a sapere che abbiamo avuto tra noi un grande.

Arnoldo Foà era un grandissimo. Un massimo. E sapere di averlo avuto tra noi, italiano come noi, ci nobilita fortemente. Così almeno mi sento io.

Va via un altro exemplum dell’eccellenza artistica italiana e il suo retaggio, tutte le sue numerosissime pellicole, le opere teatrali, le poesie recitate, quello tocca a noi ricordarlo e valorizzarlo per imparare a riconoscere e a difendere il Bello, affinché possiamo essere “belli” anche noi.

Ricorderò sempre quest’attore straordinario, con quella voce unica, profonda e caldissima, sempre con una pipa in bocca negli ultimi anni della sua vita, che vanta una produzione sconfinata, quest’uomo riuscito a raggiungere i suoi livelli di eccellenza nonostante abbia attraversato il dramma della persecuzione fascista (sebbene fosse ateo, la sua famiglia era ebrea).

Questo straordinario maestro del teatro, destreggiatosi nei campi più disparati (televisione, cinema, poesia, doppiaggio e persino scultura…) ha fatto sì che con la sua opera noi oggi possiamo desiderare di essere più di quello che certi “massimi sistemi” vogliano farci sentire.



Una scena del film Il domestico (con Lando Buzzanca)



La voce di Arnoldo Foà che recita il primo canto dell’Inferno di Dante



Grazie, Arnoldo!

Arnoldo Foà
(24 gennaio 1916 – 11 gennaio 2014)






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