domenica 30 dicembre 2012

Ingroia candidato premier con “Rivoluzione civile”: 10 validi motivi per votarlo


     Immaginate di venire al mondo e di crescere con un disturbo che vi permetta di vedere solo tre colori: rosso, blu e giallo. Immaginate poi che un giorno una persona vi chieda «Qual è il tuo colore preferito?». A quel punto scegliere sarebbe “facile”, non fosse altro per il fatto che le alternative sono veramente poche e quindi con una certa facilità dareste la vostra risposta… Ma credereste mai di aver veramente “scelto” il vostro colore preferito? Voi ne vedreste solo tre e invece ci sarebbe da “scegliere” tra tanti altri. Non potreste davvero dire di aver “preferito” un colore se non ne conosceste un numero ragionevolmente vicino al totale. La vostra scelta sarebbe quindi condizionata dalla limitatezza della vostra visione e molto probabilmente, se aveste potuto vedere di più, avreste preferito qualcosa di meglio.
     Nel corso degli ultimi vent’anni agli italiani è successa una cosa simile. Il nostro popolo ha imparato a “chiudere gli occhi” sulle alternative. Anche quelle politiche. Ne è prova il fatto che per vent’anni i protagonisti della scena politica del paese sono rimasti pressoché gli stessi (uno in particolare!): se avessimo avuto la capacità di cercare l’alternativa o anche di costruirci un’alternativa probabilmente non saremmo nella crisi culturale, etica ed economica che abbiamo adesso, ci saremmo anzi almeno un po’ organizzati per non mettere il nostro paese a rischio default.

     Qualche giorno fa, in preda al raptus di bulimia mediatica di cui è maestro, Silvio Berlusconi ha detto in TV che dare il voto ai “partiti minori” significa disperdere il voto e che quindi è meglio votare i grandi partiti. Ecco, un’argomentazione del genere è proprio uno degli esempi di come sia possibile “diseducare” la gente a  non cercare l’alternativa. E se quell’alternativa fosse migliore? Sarebbe stupido ignorarla solo per un pregiudizio. Del resto i “grandi partiti”, come quello di Berlusconi, ma anche quello di Bersani, hanno abbondantemente avuto la loro possibilità in questi anni e non se la sono meritata.

     Non fa niente. Amici come prima. Ora però l’alternativa ci serve, e tanto più ci serve perché la situazione si è notevolmente aggravata. L’anno scorso il Governo Berlusconi IV si dimetteva e si insediava la tecnocrazia di Mario Monti, che si è preoccupata di riformare il paese in modo da favorire la Chiesa (niente Imu per lei, nonostante le pressioni dell’UE), le banche e le scuole private, facendo pagare la crisi alle persone del popolo, perché, per citare testualmente Monti, «la crisi la pagheranno soprattutto i cittadini più deboli, perché hanno poco ma sono in tanti», laddove nel nostro paese il 10% della popolazione detiene il 50% della ricchezza.

Antonio Ingroia
     Parlavamo dell’alternativa. Ebbene negli ultimi tempi qualche alternativa è nata e chiudere gli occhi sarebbe un’imprudenza imperdonabile da parte dei cittadini che hanno lo strumento del voto. Un esempio è stato il discusso Movimento 5 Stelle rappresentato da Beppe Grillo, ma non solo.
     Personalmente ho riconosciuto una valida alternativa nella lista Rivoluzione civile di Antonio Ingroia, che fa capo al Movimento arancione. Per qualche tempo Ingroia aveva solo accennato a una sua probabile candidatura alle prossime politiche (lo fece proprio lo scorso 21 dicembre a Roma, con un incontro intitolato Io ci sto). Ma ieri la notizia ufficiale dell’effettiva candidatura a Presidente del Consiglio di Antonio Ingroia è diventata realtà: Antonio Ingroia si dimette dalla magistratura e si candida a premier. E la cosa mi riempie di fiducia e di grande speranza.

     Qualcuno, magari qualche scettico, si chiederà perché si dovrebbe dare il voto ad Ingroia. È una domanda ragionevole, specie dopo le polemiche che sono state sollevate dalla sua candidatura. Ebbene io avrei una piccola lista di motivi validi per dare il voto ad Antonio Ingroia. Sono motivazioni che si basano sulla situazione attuale, fermo restando che nessuno può prevedere come si comporterebbe effettivamente una volta premier. Ecco dunque i miei personali 10 validi motivi per votare Rivoluzione civile:

  1. Ingroia è il magistrato che ha istruito il processo sulla Trattativa Stato-mafia, trattando una materia pericolosa che in passato ha portato alla morte di grandi uomini come Falcone e Borsellino: il suo impegno (in tutti questi anni) in questo settore è un primo segnale del coraggio e dell’indole di quest’uomo.
  2. Ingroia è, assieme a Grillo, l’unico tra gli attuali candidati a sottolineare l’esigenza di cambiare gli esponenti dell’attuale classe dirigente che hanno abbondantemente dimostrato di non avere intenzione di servire i cittadini e che anzi hanno cercato alleanza con la mafia.
  3. Antoinio Ingroia ha la fedina penale pulita, non è coinvolto nei giri loschi delle compravendite di favori sottobanco fatti dai politici e dai mafiosi, quindi non ha un tornaconto personale da difendere entrando in politica.
  4. Ingroia è il solo a sottolineare l’importanza della partecipazione della società civile nella vita politica del paese, è il solo a “rieducare” la gente a capire che noi non dobbiamo essere spettatori passivi della vita politica, ma protagonisti attivi della vita politica (cosa di cui la casta politica attuale ha paura).
  5. Ingoira non ha aziende, né società, né ditte o simili da favorire entrando in politica, quindi non ha un conflitto di interessi di tipo economico come quello berlusconiano: ha fatto il magistrato per tanti anni e ha rinunciato a questa attività proprio mentre si candidava per fare solo il politico, laddove invece uomini come Berlusconi non solo non hanno rinunciato alla gestione di altri affari economici, ma hanno aggiunto a questa posizione anche il ruolo di Presidente del Consiglio.
  6. Ingroia è il solo a sottolineare l’importanza e il coinvolgimento della mafia e della malavita organizzata nella crisi economica del nostro paese, proponendosi non di combatterla o di contenerla (come hanno sempre fatto i governi precedenti), ma di eliminarla. I politici di oggi invece ci raccontano che la crisi economica è uno spauracchio che si sconfigge solo ubbidendo alle politiche di austerità, senza discutere.
  7. Ingroia è l’unico a sottolineare il fatto che la magistratura da sola non può sconfiggere la mafia e che serve in questo senso un aiuto dalla politica, con leggi adatte: se diventasse premier potrebbe usare le facoltà del Parlamento per favorire la condanna di coloro che sono collusi con la mafia o per impedire a questi di candidarsi, ponendo uno sbarramento vero ai mafiosi alla gestione dello stato. Durante i governi Berlusconi, i governi di sinistra e perfino col governo Monti, questo obiettivo non è mai stato neanche vagliato e ora abbiamo ancora indagati, condannati e corrotti in Parlamento.
  8. Ingroia non ha mai voluto entrare in politica, pur avendo ricevuto molte offerte in passato, in quanto per una personalità come lui gli impegni e i rischi sarebbero più dei vantaggi: questa è un’altra dimostrazione del fatto che quest’uomo non mira al seggio in Parlamento: se avesse voluto usare il potere politico per lucrare o per avere potere giudiziario, sarebbe entrato in politica da tempo!
  9. Laddove Monti o Bersani, riprendendo la linea di Monti, si dicono decisi a proseguire sulla strada delle politiche di austerità che hanno gettato il nostro paese al rischio di recessione, Ingroia è il solo ad avere il coraggio di parlare di politiche di espansione e crescita: questo è uno dei concetti più importanti del programma politico di Rivoluzione civile perché le politiche di austerità sono al servizio del fallimento del neoliberismo che ha portato al fallimento delle banche che noi stiamo pagando, mascherato da pagamento del debito pubblico; quindi, assecondare le politiche di austerità significa fare il gioco dei grandi organismi bancari europei, che tengono sotto ricatto le democrazie occidentali (come il caso della Grecia, per esempio, dove la Banca Centrale Europea è ormai entrata fin nella vita economica dei cittadini, al punto che in Grecia si vende cibo scaduto nei supermercati o non si gode più delle otto ore massime lavorative ecc). Con politiche di crescita invece, non solo l’Italia ritroverebbe la sua stabilità economica, ma sarebbe anche in condizioni di pagare questo maledetto debito pubblico che, con Monti, ha superato per la prima volta nella storia la cifra assurda di 2000 miliardi di euro! Ingroia non ha chiesto ai cittadini di fare sacrifici, ma di impegnarsi civilmente proprio per non dover fare sacrifici.
  10. Contrariamente a quanto facciano oggi i Berlusconi che difendono i Dell’Utri anche se i Dell’Utri sono stati condannati per mafia, Ingroia è il solo ad aver dimostrato equilibrio di pensiero e onestà intellettuale muovendo critiche anche a coloro che egli considera o considerava validi alleati, reali o potenziali, senza trovare scuse per parlare bene degli alleati a oltranza. Anche questo dice qualcosa di quest’uomo che andrebbe considerato.


     Aggiungerei a questo che le persone di cui si circonda o si vuole circondare Ingroia non sono politici indagati per mafia o corruzione, ma persone impegnate nel sociale, o politici incensurati, o ancora persone che si prestano spesso al volontariato o ai movimenti cittadini, come Don Luigi Ciotti, impegnatissimo nelle battaglie per i tossicodipendenti o e delle associazioni antimafia, o Salvatore Borsellino (fratello di Paolo), o ancora il giornalista Sandro Ruotolo, oppure sindaco di Napoli Luigi De Magistris, che ha portato Napoli a essere la prima città in italia a rispettare il referendum sulla gestione pubblica dell’acqua…


     Mi sembra che ci siano tutti i ragionevoli presupposti per dare fiducia a questa persona, che non prova a “comprarsi” i cittadini con promesse da camorrista («Se mi voti ti tolgo l’Imu», Silvio Berlusconi) e che non tratta le persone come degli schiavetti che devono obbedire e starsene zitti («Lo Stato non può sostenere tutti gli invalidi, loro devono collaborare come tutti i cittadini», Mario Monti).

     Ricordiamocene a fine febbraio, quando saremo chiamati a scegliere i nostri rappresentanti. E se proprio vogliamo esporci al bombardamento elettorale che si vedrà in TV nei prossimi giorni, abbiamo almeno l’onestà di confrontare ciò che viene proposto da più fonti e di non andarci a guardare le Berbare D’Urso, dove i politici parlano da soli senza una controparte che li possa contraddire.

     Per chi volesse informarsi meglio, lascio di seguito i video della presentazione del programma politico del Movimento arancione di Ingroia fatto nell’incontro Io ci sto e l’annuncio ufficiale della candidatura con la lista Rivoluzione civile.





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